L'intelligenza artificiale sta trasformando l'economia e la società, sta cambiando anche il modo in cui le imprese si incontrano, si valutano e fanno affari.
Per chi lavora sui mercati esteri, l'AI è, allo stesso tempo, un'enorme opportunità e una nuova sfida. Vediamo perché, e cosa conviene fare.
Studiare i mercati esteri non è mai stato così rapido
Con pochi prompt ben costruiti oggi si ottiene un quadro dei mercati internazionali per un certo prodotto o servizio. Informazioni che si stanno rivelando sempre più puntuali e affidabili.
In pochi minuti si può capire:
se esistono già prodotti simili al nostro;
quali concorrenti sono presenti e come si posizionano;
quali canali distributivi vengono utilizzati.
Attenzione: se ottenere informazioni è diventato più facile, capire se sono utili per gli scopi dell’impresa richiede un’analisi più profonda. Ogni risultato va infatti verificato, sia sul piano della veridicità, sia per capire se la strategia ipotizzata dall’AI è davvero realizzabile.
Trovare clienti è più facile. Per tutti
Se la ricerca di contatti e potenziali clienti, con informazioni sempre più precise, è oggi alla portata di chiunque, il rovescio della medaglia è evidente: i buyer internazionali sono bersagliati da offerte che arrivano da ogni parte del mondo.
La concorrenza si è fatta più accesa e distinguersi è più difficile. Far emergere le caratteristiche della propria azienda e dei propri prodotti, in mezzo a tante proposte simili, è diventata la vera sfida.
Farsi trovare: non solo da Google, ma dall'AI
Sul piano del marketing, alcune regole restano valide. Serve una presenza online solida: un sito multilingue e una presenza sui social giusti, scelti e differenziati in base ai Paesi di riferimento.
C'è però una novità importante: sempre più spesso le ricerche passano dall'intelligenza artificiale, non dai motori di ricerca tradizionali e l'AI, per rispondere, attinge ai contenuti che considera interessanti e, soprattutto, attendibili.
Per questo conviene arricchire sito e social con:
contenuti di valore, utili per chi legge;
dati e prove documentate;
certificazioni e riconoscimenti ufficiali.
Sono questi gli elementi che l'AI riconosce come riferimenti credibili quando costruisce le sue risposte.
Lingue e culture: le distanze si accorciano
C'è poi un ostacolo storico che l'AI sta letteralmente stravolgendo: la distanza linguistica e culturale. Tradurre, adattare un messaggio, capire le abitudini commerciali di un altro Paese oggi è molto più semplice. Barriere che un tempo frenavano molte imprese possono essere abbattute con facilità.
La carta vincente resta il rapporto umano
Proprio qui sta il paradosso. Quando tutto passa attraverso canali impersonali, le offerte finiscono per assomigliarsi. Nessuno appare davvero diverso dagli altri e il mercato scivola verso una condizione vicina alla concorrenza perfetta, dove conta solo il prezzo.
Per rompere questo appiattimento serve tornare al contatto diretto con gli interlocutori internazionali:
una telefonata, invece dell'ennesima e-mail;
un incontro di persona, quando possibile;
un rapporto coltivato nel tempo, non una semplice transazione.
È nel rapporto umano che nasce la fiducia ed è quest’ultima, nella maggior parte dei casi, a spingere davvero a firmare un accordo commerciale internazionale.
In conclusione
Cogliere tutte le potenzialità dell'intelligenza artificiale è ormai indispensabile per restare competitivi sui mercati esteri, ma la tecnologia da sola non basta, serve mantenere quell'approccio diretto e personale su cui si fondano tutti i rapporti, compresi quelli commerciali, perché in ogni parte del mondo, gli affari continuano a farli le persone.